Il SEO tecnico e la parte invisibile dell'iceberg. Il cliente non lo vede mai direttamente, ma e quello che permette a Google di scoprire, capire e classificare il tuo sito. Trascurarlo e come avere un negozio splendido in una via senza insegna.

1. Velocita di caricamento

Google misura tre indicatori principali (Core Web Vitals): LCP (tempo per mostrare il contenuto principale, ideale sotto 2,5s), INP (reattivita all'interazione, ideale sotto 200ms), CLS (stabilita visiva durante il caricamento, ideale sotto 0,1).

I siti che superano questi indicatori in modo stabile vengono premiati nel ranking. Quelli che li falliscono vengono penalizzati. Per un sito locale di base, raggiungere standard buoni e perfettamente possibile con hosting decente, immagini compresse, codice pulito.

2. Mobile first reale

Non basta che il sito si adatti allo schermo. Serve che la versione mobile sia identica per contenuti a quella desktop (Google indicizza la versione mobile), che i font siano leggibili senza zoom, che i bottoni siano cliccabili senza precisione chirurgica, che i form siano essenziali.

Impatto SEO degli elementi tecnici

Importanza relativa per il ranking di un sito locale

Speed
78%
Mobile
81%
Schema
64%
HTTPS
58%
Sitemap
45%

Fonte: stima Orbita Studio su dati di settore, 2025

3. Schema markup LocalBusiness

Lo schema markup e codice strutturato che dice a Google esattamente cosa rappresenta ogni elemento della pagina. Per un'attivita locale lo schema fondamentale e LocalBusiness (con sotto-tipo specifico: Restaurant, MedicalBusiness, ProfessionalService, eccetera).

Includere schema corretti permette di apparire nei rich snippet (stelline di recensione nei risultati), di comparire nelle ricerche locali avanzate, di alimentare i pannelli di conoscenza. E codice tecnico ma fa una differenza enorme nella visibilita.

Lo schema markup e l'unico modo per parlare direttamente a Google nella sua lingua. Senza, gli stai facendo indovinare. Con, gli stai dicendo esattamente chi sei.

— Orbita Studio

4. Sicurezza HTTPS

Sembra ovvio nel 2025, eppure capita ancora di trovare siti senza certificato SSL valido. Google penalizza i siti non sicuri, e i browser mostrano avvisi che spaventano i visitatori. Il certificato SSL e gratuito (Let's Encrypt) e si configura in pochi minuti. Non averlo e imperdonabile.

Vanno controllate anche le redirect: ogni pagina deve essere accessibile in HTTPS, e la versione HTTP deve reindirizzare automaticamente. Una configurazione sbagliata genera contenuti duplicati e confonde Google.

5. Sitemap, robots.txt e indicizzazione

La sitemap XML e l'elenco strutturato di tutte le pagine del sito che Google deve indicizzare. Va aggiornata automaticamente a ogni nuovo contenuto e inviata a Google Search Console.

Il file robots.txt indica cosa Google puo e cosa non puo scansionare. Una regola sbagliata in robots.txt puo bloccare l'indicizzazione dell'intero sito (succede piu spesso di quanto si pensi dopo un cambio sito).

Google Search Console e lo strumento gratuito per monitorare l'indicizzazione, scoprire errori di scansione, vedere quali query portano traffico. Configurarlo e il primo passo dopo il lancio del sito.

0%

dei siti italiani di piccole attivita ha almeno un errore tecnico critico

0x

piu pagine indicizzate nei siti con sitemap aggiornata vs senza

Cosa controllare oggi

Apri PageSpeed Insights, inserisci il tuo dominio, leggi i punteggi mobile e desktop. Apri il sito da un telefono e prova a navigarlo come faresti per la prima volta. Verifica che ci sia il lucchetto HTTPS. Cerca su Google "site:tuodominio.it" per vedere quante pagine sono indicizzate.

Cinque minuti di test rivelano la maggior parte dei problemi tecnici. Risolverli, in molti casi, vale piu di mesi di lavoro sui contenuti. Le basi tecniche non sono opzionali: sono il prerequisito perche tutto il resto funzioni.